CASA VENETTELLA

Abbiamo deciso che vogliamo farvi partecipi di una "follia collettiva" che ha visto una parte di noi protagonisti a partire dalla quarta stagione. In quel magico momento  in cui gli sguardi di due personaggi si sono incrociati, per noi si è aperto un mondo. Ecco perchè da anni a fianco del Fan Club de La Squadra esiste il Venettella's Fan Club: una sezione dedicata al Commissario Pettenella e alla sua compagna di lavoro e di punzecchiature Nicoletta Veneziani.

Un grazie particolare a chi ha dato vita a questi due! personaggi:

Massimo Wertmuller e Chiara Salerno!

 

L’introduzione che state per leggere è il frutto dell’analisi portata avanti da alcuni fan e sviluppata in numerose e divertenti chiacchierate, niente di ufficiale quindi; l’unica pubblicazione autorevole è la tesi di una ragazza speciale, che pur avendo incontrato di persona una volta sola, reputo una grande amica, e alla quale va il grande merito di aver lavorato e faticato per fondare il Fan Club de “La Squadra”. Le citazioni in corsivo sono tratte da S. Stefanelli “La Funzione sociale della Fiction”.

Nelle pagine seguenti abbiamo raccolto i dialoghi più significativi, più intensi, più belli di una delle Story Line (forse la più longeva) che fanno da sfondo alle vicende del Sant’Andrea. Sottolineando che “La Squadra” nasce come fiction poliziesca e che mai e poi mai la vorremmo vedere ridotta a soap, teniamo a precisare che le storie personali dei “nostri poliziotti” fanno parte dell’impianto della fiction come valvola di sfogo per le vicende, molto spesso tragiche, seppur sempre incredibilmente reali, che ci raccontano così bene. Valvola di sfogo per eccellenza e vicenda umana d'eccezione è proprio la Story Line che stiamo per raccontarvi con dialoghi e immagini. Protagonisti sono il Commissario di Polizia e la Dottoressa della Scientifica più ammirati e osannati del palinsesto RAI:
due fedeli seguaci dell'idea che l'ironia tagliente sia il miglior mezzo di espressione della loro dialettica;
due maestri nella fuga da ogni coinvolgimento;
due guru del detto non detto;
due maghi nell'arte degli sguardi che tutto dicono senza aver bisogno di parlare.

Una breve presentazione in rigoroso ordine di apparizione:

Il Commissario Giorgio Pettenella arriva al Sant’Andrea nella terza serie, e subito si rivela un uomo pieno di sorprese. Doppiogiochista, infido, calcolato e calcolatore. Nessuna parola che dice è mai detta a caso. E’ in grado di mettere in crisi chiunque e crea problemi solo desiderandolo. Un outsider, che mal si amalgama nel gruppo compatto di poliziotti che fa capo al vicequestore Cafasso. Arrivato con una missione, anzi una crociata personale da compiere, il commissario non permette a nulla e a nessuno di mettersi tra lui e il suo traguardo. Il suo scopo è seminare zizzania per raccogliere al momento opportuno. Creare tensioni nella squadra per emergere al momento giusto, minare la solidità di un gruppo per evitare di esserne estromesso. Prendersi i meriti dei successi e scaricare sugli altri la responsabilità dei fallimenti.Con il tempo però gli angoli di questa “spina nel fianco di Cafasso” si smussano. Arrivati alla settima serie il Commissario, senza mai rinunciare al suo sarcasmo e al suo essere “la voce fuori dal coro” è un elemento indispensabile nell’economia della squadra, e della fiction: le sue capacità intuitive e di comando sono a volte essenziali nella risoluzione dei casi, il suo senso dell’umorismo è così tagliente e imprevedibile da essere spesso fonte di parentesi di leggerezza nel clima teso della ricerca quotidiana della verità.

La Dottoressa Nicoletta Veneziani è l’ispettore capo responsabile della sezione della Polizia Scientifica del commissariato Sant’Andrea. Arriva in commissariato all’inizio della quarta serie: unica donna nella gerarchia di comando del Sant’Andrea ha trovato il suo spazio ed è rimasta per dare colore e calore a questo commissariato di periferia. A tutt’oggi può essere definita la “prima donna del Sant’Andrea”. Sarcastica, graffiante, senza peli sulla lingua. Ma con classe. Intuitiva, sagace, attenta, professionale, preparata, infaticabile: la sua abnegazione al lavoro la porta a trascurare se stessa più di quanto sarebbe consigliabile fare. E infatti, ad un certo punto nella quinta serie viene presentata una Nicoletta diversa, ma in qualche modo migliore. L’incontro con il piccolo Cosmin è preludio all’ unico vulnerabile momento di debolezza di una donna che sembrava incrollabile. La voglia di proteggere ed aiutare quell’essere indifeso fanno scoppiare in lei, per la prima volta in vita sua, l’istinto materno. Nonostante la mancata adozione del bambino, Nicoletta conserva il suo istinto di protezione e diventa, senza perdere nemmeno un po’ del suo carattere graffiante e sarcastico, quella confidente fidata, discreta e sempre disponile di cui tutti prima o poi, hanno bisogno.

Se questi due personaggi già da soli offrono momenti di vera gioia al telespettatore tutte le volte che compaiono in una scena, insieme fanno scintille. Le stesse scintille che si sono intraviste nel loro incontro al Sant’Andrea. Non primo incontro, ma incontro: semplicemente il trovarsi a Napoli è stato per entrambi un riprendere un discorso lasciato a metà. Non è facile raccontarne la storia, perché ancora adesso molti particolari importanti sfuggono alla comprensione. I dati certi sono pochi e sono stati centellinati nel corso delle quattro serie che sono seguite al primo momento di incredulità e imbarazzo dovuto al ritrovarsi colleghi dopo tanti anni di silenzio.
Nelle trascrizioni e nelle fotografie che seguono troverete buona parte di questo loro strano rapporto fatto di punzecchiamenti che rispecchiano una incapacità di fondo di comunicare in modo normale, e di inaspettate manifestazioni di un’amicizia e di un profondo legame che solo volendolo potrebbe andare ben oltre. Ma è proprio questo il punto: la volontà che manca. Troppo intelligenti e testardi entrambi per cadere ancora una volta in una situazione irrisolvibile. Lui troppo arrogante ed individualista, lei troppo decisa e indipendente. Due personalità che a pensarci bene non possono fare a meno di scontrarsi per due personaggi che condividono un passato che ha regalato loro un presente di reciproca stima, fiducia e affidamento.

Questa loro story line ci appassiona, inutile negarlo. È ben scritta, ben recitata e sul piano del racconto praticamente irrisolvibile. Negli anni abbiamo assistito a diverse fasi legate indissolubilmente alle serie:
- la quarta è stata il fuoco sotto la cenere, la fine di un discorso e l’inizio di un nuovo capitolo;
- la
quinta, un capolavoro giocato sul legame che li ha spinti a sorreggersi e a spronarsi a vicenda nei momenti più bui, guarda caso avvenuti quasi in contemporanea;
- la
sesta è stata palcoscenico dell’incomprensione reciproca;
- la settima ci ha regalando gli scorci di una convivenza forzata che ce li mostra la sera attorno al tavolo apparecchiato per la cena, appagati della reciproca compagnia, intenti a commentare gli avvenimenti della giornata.
- l'
ottava e ultima serie ha contribuito a svelare al pubblico, e a noi affezionati, il nodo cruciale che per lungo tempo ci ha fatto interrogare. Finalmente nella puntata 200 l'arcano che cela la chiave dello strano rapporto è stata svelata. Gli episodi seguenti sono una serie altalenante di alti e bassi che ci conduce dritti dritti alla scelta finale.

Permettetemi di concludere citando una grande fan e specialissima amica:

I Venettella saranno sempre i Venettella: coinquilini, amanti, amici, colleghi, confidenti.....qualunque cosa sono stati, sono e saranno, sono sempre gli unici, impagabili ed inimitabili Venettella! (By Agnese)